1984-1987: I Majesty, i primi concerti e il cambio di nome
1984
Tutto ha inizio quando tre giovani studenti originari della zona di Kings Park, mettono su una band chiamata Centurion, con la quale hanno la possibilità di sviluppare le proprie abilità strumentali jammando e suonando cover di Rush, Iron Maiden, Van Halen, Doors e tanti altri. Vari cambi di formazione e conseguentemente di influenze musicali si succedono nei pochi mesi in cui suonano insieme poiché l’ultimo anno di liceo finisce ed i tre si devono separare per prendere strade diverse convinti del fatto che forse non si sarebbero mai più rivisti; i loro nomi erano John Peter Petrucci, Kevin Francis Moore e John Ro Myung.
Nel frattempo, a Long Beach nella città di New York, un giovane batterista comincia a fare le sue prime esperienze con alcuni gruppi locali, prima con i Rising Power con cui registra anche un demo di 11 pezzi “Power for the People” (pubblicato in cd soltanto nel 1995); per poi cambiare in favore degli Inner Sanctum ed anche con questi registra un album, “12 a.m.” che uscirà nel 1986. Ha solo 17 anni e si chiama Michael Stephen Portnoy.
1985
La scena si sposta a Boston, più precisamente nella Berklee School of Music dove John Petrucci e John Myung hanno deciso di andare a studiare. Suonano la chitarra ed il basso e sono alla ricerca di qualcuno con cui formare un gruppo che ricalchi un po’ il sound delle vecchie progressive rock band senza disdegnare le nuove influenze metal.
Casualmente un giorno assistono alle prove di batteria di un certo Mike Portnoy anche lui studente alla Berklee; colpiti dalla sua tecnica decidono di andarci a parlare; quando lo incontrano dentro una caffetteria con indosso una maglietta dei Talas capiscono che è il tipo giusto per il gruppo che hanno intenzione di formare e quindi gli chiedono di unirsi a loro, dando così ufficialmente vita nel settembre 1985 ai Majesty. Il nome viene scelto una sera, mentre i ragazzi si trovano a dormire in coda davanti al Berklee Performance Center per acquistare i biglietti del “Power Windows Tour” dei Rush. Per passare il tempo ascoltano le loro cassette ed è un’esclamazione pronunciata da Mike a proposito del finale del brano Bastille Day a dare l’idea: “oh listen to how majestic this part is - hey that'd be a great name for the band!”.
I tre suonano insieme molte cover ma principalmente compongono materiale nuovo per tutti i primi 3 mesi fino al periodo natalizio, quando sentono il bisogno di un nuovo suono nel loro organico: una tastiera.
Ecco che allora i due John memori della loro esperienza liceale, contattano nuovamente Kevin Moore che al momento sta studiando al Fredonia College of Music di New York per proporgli di entrare nella band. Kevin accetta raggiungendoli e suonando con loro tutto il periodo delle vacanze natalizie per fare ritorno al college solo a metà gennaio 1986.
Seppur divisi dalla distanza chilometrica che intercorre tra i rispettivi college, i 4 ragazzi continuano a sentirsi una band e quando possono si incontrano per suonare insieme i loro pezzi. L’affiatamento ha raggiunto ottimi livelli, ma ormai si rendono conto che la mancanza di una linea vocale nella loro musica è un limite a cui devono sopperire in fretta.
Il cantante lo trovano a marzo, un certo Chris Collins, anche lui originario della zona di Long Island, che avevano visto cantare in un locale. Lo prendono nel gruppo e ci provano fino all’inizio dell’estate confermandolo come cantante ufficiale alla fine di giugno, periodo in cui dopo un breve incontro decidono all’unanimità di lasciare i loro rispettivi studi per concentrarsi sulla band in modo professionale. Così facendo però, sono costretti a trovarsi dei piccoli lavori ed a fare ripetizioni private per mantenersi, sacrificando con fatica tutto il tempo restante per la loro musica.
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| I Majesty con Chris Collins |
1986
Nel marzo del 1986 investono tutti i loro risparmi per registrare il loro primo demo ufficiale. Sono ormai molte le canzoni che hanno pensato e composto negli ultimi mesi, ma solo alcune verranno scelte per il nastro finale. Le altre vedranno la luce solo in un lontano futuro e su rarissimi bootlegs.
Il demo è quindi composto da 6 tracce: Another Won, Your Majesty, A Vision, Two Far, Vital Star e March of the Tyrant. Viene registrato con un glorioso 4 piste e prodotto da Paul Falcone e James Hull; distribuito in modo amatoriale in tutti i negozi della zona e spedito a tutte le case discografiche nella speranza di attirare un po’ di attenzione.
Nel frattempo la loro notorietà nella zona di New York comincia a crescere, e la band decide quindi di cominciare ad esibirsi dal vivo nei locali da loro frequentati, dove sicuramente sarebbero stati accolti calorosamente.
Il primo concerto in assoluto lo suonano il 28 Maggio al Sundance di Long Island dove viveva Mike; iniziano lo show con Another Won poi proseguono con Your Majesty, ringraziano fans ed amici accorsi per vederli ed attaccano Queen of the Reich dei Queensryche, The Anti-Procrastination Song dei S.O.D. e chiudono con la loro Vital Star. Riscuotono un discreto successo, tanto che decidono di allungare il set e di impegnarsi nel trovare altri locali che li facciano suonare dal vivo; e così il 7 giugno salgono sul palco del Battle of the Bands (a Long Beach) per suonare ben 10 pezzi, tra cui spiccano la cover di Malmsteen I'll See the Light Tonight, la solita Queen of the Reich e l’esecuzione live di tutti i pezzi del demo ufficiale tranne la lunghissima A Vision che viene sostituita da assoli di chitarra, tastiera e batteria.
Ormai hanno preso il via e quindi altre date saltano fuori senza troppi sforzi facilitando la divulgazione del loro sound e dando la possibilità al gruppo di suonare sempre più pezzi di fronte ad un pubblico affezionato ma comunque molto attento e critico. La scelta dei pezzi resta quasi sempre invariata per tutte le restanti date, tranne qualche cover isolata e qualche pezzo inedito che presentano a sorpresa ogni tanto come: The Farandole dei Talas, We Rock di Ronnie James Dio, Foreplay dei Boston ed a volte Take Old Of The Flame dei Queensryche in alternativa a Queen of the Reich.
Il 16 agosto suonano al famoso club “l’Amour” di Brooklyn dove eseguono per la prima volta un paio di loro pezzi inediti: Afterlife e Cry for Freedom; del primo brano (che noi ascolteremo solo 3 anni dopo sul primo LP) eseguono solo l’intro strumentale, mentre il secondo (l’unico pezzo con i testi scritti da Chris Collins) viene suonato interamente. Poco più di un mese dopo tornano a suonare proprio al club di Brooklyn dove ripresentano i due inediti ora completi di tutte le parti cantate, più la cover di Gates of Babylon dei Rainbow.
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| Copertina del bootleg che racchiude i 2 concerti del 25 settembre e 25 ottobre 1986 |
Mentre decidono il da farsi esce fuori un’altra serata (25 ottobre) allo Stage Door di Deer Park dove quell’anno avevano già suonato per 5 volte, questa volta però l’occasione è speciale, poiché avrebbero aperto il concerto ai loro adorati Talas. La scelta dei pezzi rimane invariata rispetto alle serate precedenti, ovvero in apertura Afterlife con il cantato, Another Won, Cry For Freedom, Your Majesty, Vital Star, Ytsejam ed in fine March of the Tyrant. L’esecuzione è una delle migliori per l’epoca, peccato che per almeno due anni resterà l’ultima apparizione dal vivo della band e nella storia dei Majesty l’ultima con quella formazione.
1987
L’anno nuovo inizia quindi come il precedente, componendo e suonando pezzi in sala e preoccupandosi sempre di trovare una casa discografica che li supporti, così dopo aver registrato ormai un'enorme quantità di materiale inedito contattano una neonata casa discografica americana che ancora non aveva alcun artista sotto contratto: la Mechanic Records. La prima cosa che viene in mente alla band è quella di farsi stampare e distribuire in modo “ufficiale” il loro demo registrato l’anno prima, ma l’idea viene bocciata per due fondamentali motivi: il primo è il loro nome; in America esisteva già da anni una jazz band chiamata Majesty che quindi non avrebbe mai permesso l’utilizzo del nome ad un gruppo di progressive rock; e poi il secondo problema è il suono poco professionale del nastro, così diverso da come sono loro attualmente e con dei pezzi ben più ingenui di quelli che avevano composto nell’ultimo anno. Così sono costretti a ripartire da zero, devono trovarsi un altro nome e registrare dei nuovi pezzi, poi potranno parlare seriamente con la Mechanic per un futuro album in studio.
Un primo passo verso il grande cambiamento riguarda Chris, non essendo più all’altezza di cantare quello che la band compone, ed in vista di un disco ufficiale, i restanti membri del gruppo non se la sentono di incidere con la sua voce e decidono di mandarlo via, proseguendo per tutto il resto dell’anno a comporre e suonare canzoni solo in versione strumentale.
Molti dei pezzi scritti e suonati tra l’86 e l’87 verranno pubblicati sul primo album (Afterlife, Ytsejam, The Killing Hand), altri sui dischi successivi (Metropolis part. 1, A Change of Seasons), altri rimarranno completamente inediti (Resurrection of Ernie, Cry for Freedom) e vedranno la luce solo anni dopo sui 3 splendidi bootlegs: “Instrumental” Vol. 1-2-3, ma ovviamente questo loro ancora non lo sanno.
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